A causa dei problemi causati dalla pandemia, il calendario per l’anno 2021 prodotto dalla Pro loco esce con un certo ritardo. L’importante, però, è che non si interrompa la tradizione, e che anche quest’anno Colloredo possa dire di avere un suo calendario. L’anno, del resto, è appena iniziato.

La tematica per il 2021 è particolare e riguarda le vecchie abitazioni del paese, quelle dai muri non intonacati in cui si possono osservare i “sassi” con cui sono stati costruiti.
La maggior parte della gente è probabilmente ignara delle informazioni che quei “sassi possono fornire” riportandoci indietro ai tempi più remoti della storia del Friuli, molto prima che iniziasse la storia dell’uomo.
E’ una storia che ci parla, per prima cosa, dell’ultima grande glaciazione, quando una potente lingua glaciale fluiva dalle montagne per terminare pochi chilometri a nord del paese, ma anche di antichi mari tropicali, deserti ed eruzioni vulcaniche in tempi che hanno persino preceduto l’era dei dinosauri.
E’ un affascinante viaggio nel passato di un Friuli che a molti risulterà probabilmente sconosciuto.
Il calendario ci porta in giro per le vie di Colloredo a vedere che storie ci raccontano i sassi sui muri delle case.
Per riceverlo telefonare al numero 328 0534523.

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a cura di Vittorino Zuliani e Adelchi Zoratti

il volume completo si trova nell’allegato.

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Aghe – Il problema dell’acqua

L’acqua è un elemento indispensabile per la vita di animali e piante.
È indispensabile per la nostra vita: per bere, per cucinare, per lavare e lavarsi, per produrre energia e muovere le macine dei mulini e i battiferro, per l’agricoltura, per l’allevamento. Le grandi città sono tutte sorte intorno a corsi d’acqua.
Questo elemento, però, è stato per lungo tempo un problema per le comunità che vivono nella zona posta tra il Fiume Tagliamento e il Torrente Torre, che si estende in senso nord-sud dalle
colline moreniche alla fascia delle risorgive ed è stata defi nita pianura “inacquosa”, perché non vi sono corsi d’acqua superfi ciali perenni, ma pochi torrenti effimeri che si gonfi ano solo in caso di occasionali piene e sono asciutti per la maggior parte dell’anno.
Questa è la condizione di Colloredo di Prato, dove il problema è stato in parte risolto 140 anni fa con il Canale Ledra e defi nitivamente messo in secondo piano dalla realizzazione dell’acquedotto alla fine degli anni ’50 del ‘900.
Ma l’acqua continua ad essere una risorsa da gestire con attenzione.

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La Storie tes storiis: i alpins di Colorêt tal secul vincj

Ci sono più motivi per dedicare questo calendario al Corpo degli Alpini e a quanti a Colloredo di Prato hanno fatto la naja alpina partecipando agli eventi storici – bellici e no – del secolo scorso.
L’anno appena trascorso è stato il 150° anniversario della sua fondazione. Quest’anno cade l’80° anniversario della sanguinosa battaglia di Nikolajewka con la quale quello che rimaneva del Corpo d’Armata Alpino in Russia – soprattutto la Divisione alpina Tridentina e i resti delle Divisioni alpine Julia e Cuneense e della Divisione di fanteria Vicenza – superava l’ultimo ostacolo significativo che gli impediva di uscire dall’accerchiamento operato dall’Armata Rossa nel gennaio 1943.
Da quest’anno la data di tale battaglia, il 26 gennaio, sarà ufficialmente per gli italiani la “Giornata nazionale della memoria e del
sacrificio degli Alpini”, grazie alla legge n. 44 del 5 maggio 2022. Inoltre, la 94a Adunata Nazionale degli Alpini si terrà in Friuli, a Udine, l’11-14 maggio 2023. E’ l’occasione per onorare il ricordo di alcuni giovani alpini di Colloredo di Prato la cui vita si è intrecciata alla storia del XX secolo.

Vedi allegato

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La Pro Loco di Colorêt e à immaneât il “Lunari pal 2019” par dimostrâ il sô agrât ai paesàns che àn dât dal lôr lavôr e dal lôr timp par da-dongje alc pal lôr paîs.

Viôt

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La storia di Colloredo di Prato e le catastrofi del Friuli.

Siamo portati a pensare che la pandemia in corso sia una cosa unica. Questo non è vero.
Le catastrofi naturali – e il diffondersi di una malattia infettiva rientra tra queste – hanno colpito l’umanità da sempre, Il problema è che il loro ricordo dura quanto le generazioni che ne sono state colpite e la loro frequenza segue i ritmi della natura, non quelli della mostra vita.
Le catastrofi sono state dimenticate con la morte dell’ultimo che aveva avuto contatto diretto con chi le aveva vissute in prima persona.
Il loro ricordo rimaneva registrato in pubblicazioni a scarsa distribuzione e lette da pochi o negli archivi parrocchiali. Questi ultimi, tenuti più o meno aggiornati dai parroci – soprattutto per quanto riguarda nascite, morti e matrimoni – sono in molti casi la fonte principale di informazioni sulla storia di un paese.
Tali archivi si iniziarono a formare dalla seconda metà del XVI secolo.
L’archivio della parrocchia di Colloredo di Prato (che fino al 1926 includeva anche Nogaredo di Prato) contiene documenti e registri a partire dal 1585.
In questo calendario alcuni degli eventi catastrofici che hanno colpito il Friuli in passato e che conseguenze hanno avuto tra la gente di Colloredo di Prato.
Vedere allegato.

 

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