Gian Carlo Vatri (a cura di). Diario di Mons. Giuseppe Polentarutti, Parroco di Colloredo di Prato, durante la guerra 1915-1928.
“1 luglio lunedì: i soltati qui di stanza in numero di circa ottocento, di notte rubano a piacere le patate ancora fresche, con gran danno dei proprietari. Fanno strage alle patate, all’aglio e cipolla e rovinano fagioli e l’uva agreste. Sera te,porale e tempesta qui e colà. L’aglio e la cipolla rimasti nell’orto, la domestica li cavò per venderli e per non perdere tutto”.
Sono parole del “diario di guerra” del carnico Don Polentarutti, Parroco di Colloredo dal 1904 al 1918, riportate sul “Libro Storico” della Parrocchia durante quell’ultima torrida estate di guerra.
Una testimonianza resa con parole semplici, prive di qualsiasi enfasi retorica che parrebbero rassegnate agli abusi e soprusi; parole dal tono dimesso ma non vigliacco e che non riescono a nascondere un filo d’ironia. Parole di accettazione del volere divino, tanto per la guerra quanto per la grandine, senza rinunciare alla volontà di guardare avanti, continuare a vivere coraggiosamente e dignitosamente, nonostante tutto.
Questo libro-documento rappresenta una significativa attestazione dei disagi causati alla povera popolazione contadina, ma anche sintimatica delle carenze e dalla penuria in cui versava l’esercito austroungarico in quell’ultimo anno di guerra, costretto a depredare la gente lasciandola alla fame e alla disperazione. Una situazione “quella della mancanza di rifornimenti che contribuì non poco alla disfatta degli imperi centrali nell’autunno del 1918.
Autore: Andrea Peressoni
Editore: Parrocchia Ss. Nicolò V. e Giorgio M. di Colloredo di Prato, 1918
Lithostampa 2018
pp. 160


