Le nuove campane nel 1946 giunte da Udine e portate a Colloredo di Prato con i carri agricoli e cavalli con l’impegno dei nostri paesani di allora. Sulla destra sorridente si riconosce Lirussi Vittorio detto “Caser”.
Il trasferimento è avvenuto dalla ditta Broili (fonderia) che stava vicino a viale  Volontari della Libertà fino a Colloredo, dove, come si nota dalla foto, i carri con su le campane sono stati portati sul sagrato della chiesa sotto il campanile .
Il tutto mi è stato riferito da Olivo Nicolino (Udine) essendo fra l’altro stato lui uno dei conduttori di un carro: quello della campana grande. Suo fratello Olivo Angelo (classe 34) è il chierichetto con i pantaloni corti.

Autore: Paolo Olivo
 

Strolic Furlan 2011

Sant Antoni di Zenar, miesa cjiesa e mies solar”, al ghi veva dita Nando Butul, ch’al era vignut four dal porton di cjasa, dut intaborossat inta la so mantilina, zontant encja un bundì a miesa vous.

L’intero racconto si trova nell’allegato.
 

Scarica “Sant Antoni dal pursit.pdf”

Lo scorso 23 maggio 2010 abbiamo presentato e sperimentato, nell’ambito della consueta “aquilonata”, il gioco del “lip” al quale hanno partecipato grandi e piccoli.

Ci pare che l’esperimento sia ben riuscito sia per la partecipazione che per il consenso ottenuto per la riedizione di un gioco scomparso.

Per saperne di più, vai a:

http://www.procolloredo.it/scheda_stu.asp?id=72

Cogliamo l’occasione per presentare qui alcune immagini.

 

Un po’ di storia…
In Friuli Venezia Giulia, i primi impianti idroelettrici risalgono alla fine dell’Ottocento: è datato 1897 l’impianto progettato dagli ingegneri Salice e Zenari che prevedeva l’utilizzo delle acque del torrente Cellina, mediante le centrali di Malnisio e Giais, per una potenza complessiva di 14.000 HP (10,4 MW).

Nel 1905 entra in servizio la centrale di Malnisio – che alimentava la città di Venezia, con una linea di 87 km a 30.000 volt – mentre nel 1908 entra in esercizio la centrale di Giais, che alimentava la città di Udine con una linea di 45 km a 30.000 volt.

Un grosso impulso allo sviluppo degli impianti idroelettrici in Friuli si è avuto negli anni ’50, con la Società Adriatica di Elettricità (SADE), che ha realizzato gli impianti del Tagliamento (Ampezzo 1948, Somplago, 1957) ed ha completato gli impianti del Cellina (Barcis, San Foca e Villa Rinaldi nel 1954).

La linea che alimenta Udine…
La linea di 45 Km (allora a 30.000 volt Giais – Udine Rotonda) risultava essere  parte di quella (adesso a 130 KV Staz. Udine Ovest – Staz. el. Udine FFSS) che passa a sud di Colloredo e si vede bene passando per via Bressa oppure oltre la Chiesetta della Madonna dei Roveri.
In passato, con i nostri nonni ed anche padri, Cellina era sinonimo di stabilimento  dell’elettricità.

Alla Rotonda, prima e dopo la guerra, vi hanno lavorato diversi di Colloredo: Ugo  “marine“, Quinto e Aldo “morutes“, Dolfo “di nani“, Gallieno  Zampieri, Maggiorino Chiappino e naturalmente Fredo “di buere” oltre al compianto Gianni Della Mora (di Malvine)”.

Paolo  Olivo

 

Il termine deriva dal latino coryletum, derivante da corylus (corylus avellana) “nocciolo” con il collettivo che porta a finire in –eto, poi –edo, a causa della venetizzazione del termine, come non è avvenuto invece per corileto (=noccioleto) e noceto, così come vigneto, pioppeto, meleto, sterpeto, ecc.


Il nostro Paese ha poi acquisito l’aggiunta “di Prato” già fin dal XIV sec., scelta perché i prati dominavano il paesaggio, volutamente creato, mantenuto e curato dall’uomo per nutrire gli animali ruminanti.


Lo studio completo si trova nell’allegato (vedi).


Con quanto qui sopra esposto, risulta evidente la caratteristica originale ed originaria del territorio di Colloredo di Prato che andrebbe salvaguardata e valorizzata promovendo il prodotto come tipicità propria e dei suoi derivati.


Feliciano Della Mora

Scarica “corylus avellana.pdf”

in CE FASTU? Rivista della Società Filologica Friulana “Graziadio I. Ascoli – LXXXIV (2008) 1

I mês passâts, leint sui sfueis la notizie de inaugurazion dal trat de gnove strade provinciâl Udin – San Marco/Sedean, mi è vignude la curiositât di viodi se intal mieç de “rotonde” che e je su la crosere par San Marc, Colorêt di Prât, Plasencis e Udin, al fos stât risistemât il vieri columiel (par talian cippo indicatorio stradale) che si cjatave prin dal savoltament su la beorcje. Purtrop la piere no si le viôt: sparide! ……..


L’intero articolo si trova interamente nell’allegato documento.


 


Se qualche lettore avesse notizia del “vieri columiel” scomparso è pregato di inviare una segnalazione alla Pro Loco (e-mail: info@procolloredo.it ).


 

Scarica “Lucio PERESSI”